Infezioni

AIDS: come si contagia e come no

L’AIDS è la sindrome da immunodeficienza acquisita e a provocarla è il virus dell’HIV. La principale conseguenza è l’abbassamento delle difese immunitarie e perciò un maggior rischio di infezioni oltre che di alcuni tipi di tumori.

Quando le difese immunitarie si abbassano progressivamente, l’organismo resta maggiormente esposto alle malattie. Batteri e funghi patogeni attaccano il corpo e sono molto più difficili da combattere proprio perché il sistema immunitario, fortemente compromesso, non riesce più a reagire bene. E’ un processo degenerativo che prosegue fino alla morte della persona.

Non esiste di fatto nessuna cura contro l’AIDS e nemmeno un vaccino. Esistono però dei trattamenti grazie ai quali è possibile rallentare o addirittura arrestare il decorso di questa malattia. Senza dubbio il miglior modo per proteggersi è quello di prevenire l’infezione.

L’AIDS rappresenta sempre un’emergenza sanitaria importantissima in diverse parti del Mondo ed è considerata una delle pandemie attuali. Pensate che a fine 2018 ci sono ben 37,9 milioni di persone che convivono con il virus HIV e nello stesso anno vi sono state 1,7 milioni di persone contagiate.

Il virus HIV causa l’AIDS: cos’è la seriopositività?

Il virus HIV provoca l’AIDS. Tale virus infatti è molto aggressivo contro il sistema immunitario e provoca la riduzione delle difese dell’organismo, annullandone nel tempo la risposta agli agenti infettivi ma anche ai processi neoplastici.

L’AIDS perciò è una conseguenza dell’infezione da HIV che può essere di tipo 1 o 2. Cosa significa però seriopositività?

Si parla di seriopositività nel momento in cui attraverso un’analisi del sangue (il test ELISA), si vede che sono presenti gli anticorpi anti-HIV però non si sono manifestate le infezioni come la polmonite, la toxoplasmosi etc, problematiche tipiche di chi soffre di AIDS. In pratica una persona sieropositiva può vivere anche per anni senza nessun tipo di sintomo e grazie ai farmaci antivirali, viene bloccata la replicazione virale la quale migliora e allunga la vita di chi è seriopositivo.

L’AIDS si fatto subentra nel momento in cui le difese immunitarie sono state totalmente danneggiate e non possono più proteggere l’organisamo che normalmente sono innocui.

Come funziona il test?

Il test ELISA, così si chiama il test per rintracciare l’eventuale presenza di anticorpi anti-HIV, deve essere eseguito dopo tre mesi dall’eventuale comportamento a rischio, come per esempio un rapporto sessuale no protetto.

Il test può essere eseguito in forma anonima e gratuita in una qualsiasi struttura sanitaria pubblica. Viene eseguito un normale prelievo di sangue, veloce e indolore, e dopo analizzato. Se viene confermata la presenza del virus HIV, non significa però che sia in corso la malattia. Se da positivo il test deve essere eseguito un altro esame che conferma davvero che l’infezione è avvenuta.

Come si trasmette l’HIV

Le modalità di contagio sono tre. Quella ematica, sessuale o materno-fetale, quest’ultima è senza dubbio la più drammatica e tra poco vediamo perché. Sono queste le tre modalità di trasmissione perché l’infezione da UIV avviene con lo scambio di sangue, sperma, liquido pre-eiaculatorio, latte materno e secrezioni vaginali, indipendentemente da qual è lo stadio della malattia.

  1. Trasmissione ematica: contatto diretto tra serio-positivo e persona sana. Come nel caso di ferite aperte gravi e profonde, oppure schizzi di sangue sulle membrane o le mucose. Ma anche attraverso le trasfusioni di sangue infetto, scambio di siringhe usate o puntura accidentale con strumenti infetti come rasoi, aghi, lamette, pinzette etc.
  2. Per via sessuale: è la più frequente. Sono a rischio sia i rapporti vaginali, anali e oro-genitali. Il rischio aumenta in caso di infiammazioni, lesioni o piccole ferite. Ad aumentarlo ancor di più è la presenza per esempio di altre malattie come la sifilide, la gonorrea e l’herpes genitale.
  3. Materno-fetale: quando una donna è serio-positiva può contagiare il figlio durante la gravidanza, oppure al momento del parto o dopo la nascita, con l’allattamento. Il rischio che trasmetta l’infezione al figlio è del 20% e si ridurre al 2% se assume un farmaco antivirale durante le prime sei settimane di vita.

Come non si trasmette il virus dell’HIV

Purtroppo quando si parla di HIV esistono anche tanti pregiudizi. Per esempio non è possibile contagiarsi per dare la mano a un serio positivo, nemmeno per abbracciarlo.

I baci nemmeno contagiano, almeno che non vi siano sanguinamenti nelle mucose orali. Non vi è rischio di contagio nemmeno condividendo bicchieri, vestiti, asciugamani etc. Ad esclusione del caso che vi sia stato il contatto con il sangue. Il virus dell’AIDS non è possibile trasmetterlo poi con la saliva, il sudore, l’urina, le feci, le punture di insetti, i graffi, le lacrime etc.

E’ alto il rischio di prendere l’HIV?

La probabilità di prendere l’HIV cambia comunque da persona a persona, in base all’area geografica, il sesso etc. Purtroppo tra gli altri pregiudizi vi è quello che un omosessuale o un tossicodipendente siano più a rischio di alti. In verità è una malattia che può interessare tutti, così come giovani, adulti e anziani con rapporti extraconiugali occasionali, oppure è possibile prenderlo in ospedale, da un tatuatore o in altri posti dove non è stata seguita una corretta sterilizzazione della strumentazione.

Claudia Lemmi

Classe '89, una passato di arte che inizia con un pennello e prosegue con una biro in mano. Oggi sono web writer specializzata nella creazione di contenuti sul benessere, la salute e l'alimentazione.

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