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Asma cardiaco: cause, sintomi e complicanze

L’asma cardiaco è un problema che interessa il muscolo cardiaco. Una disfunzione che non deve essere sottovalutata e che non sempre si dimostra semplice diagnosticarla. Questo succede perché i suoi sintomi sono facili da confondere con l’asma bronchiale. Entriamo adesso nel dettaglio per conoscere meglio questo problema.

Asma cardiaco: cos’è?

Quando una persona soffre di asma cardiaco è perché alla base vi è una insufficienza cardiaca. Il cuore perciò non riesce a ossigenare bene tutti i tessuti. Prendiamo un momento in considerazione il funzionamento del cuore per capire meglio il discorso. Il cuore ha due atri superiori e due ventricoli inferiori che comunicano tra di loro grazie a delle valvole. Queste valvole hanno lo scopo di lasciar passare il sangue e allo stesso tempo evitare che torni indietro.

Dal ventricolo destro nasce l’arteria polmonare, il cui scopo è quello di portare il sangue delle vene con l’ossigeno ai polmoni. Il sangue carico di ossigeno arriva al ventricolo destro, per poi essere portato dall’arteria aorta nel sistema circolatorio.

L’insufficienza cardiaca ha proprio come caratteristica quella di bloccare parzialmente il passaggio del sangue ossigenato al ventricolo sinistro. Questo porta a un accumulo di sangue che fa da blocco al flusso sanguigno.

Un’altra possibile conseguenza è l’ingrossamento del cuore e tempi della circolazione sanguigna molto più lunghi.

Sintomi dell’asma cardiaco

Adesso che abbiamo compreso cos’è l’asma cardiaco, vediamo quali sono i sintomi. Come abbiamo detto sono simili a quelli dell’asma bronchiale e questo rende certamente un po’ più difficile eseguire una diagnosi rapida.

  • L’asma cardiaco ha come sintomi principali:
  • Sibili durante il respiro
  • Sudorazione fredda
  • Colorito livido
  • Tosse con espettorato
  • Respiro affannoso

In alcuni casi, anche se sono meno frequenti, possono manifestarsi sintomi ulteriori che sono la dispea parossistica notturna, la quale porta durante la notte all’accumulo di liquidi nel torace e, durante il giorno, questi stessi liquidi migrano agli arti inferiori. Di notte invece risalgono ai polmoni e causano la famosa “fame d’aria”. Se peggiora la situazione può arrivare ad evolversi in edema polmonare.

Cause dell’asma cardiaco

Quali sono le cause scatenanti dell’asma cardiaco? Ne esistono diverse in verità e occorre individuare qual è la causa scatenante in una determinata situazione per poter intervenire.

Una delle principali cause ha come sede i polmoni. Può capitare infatti che inizia ad accumularsi sangue e questo provoca una pressione che arrivando ai bronchioli, provoca il danneggiamento dei vasi. Ciò provoca a sua volta la perdita di liquidi. La seconda causa può essere l’edema polmonare, cioè quando il ventricolo sinistro ha una insufficienza e soffre di ipertensione venosa. L’ipertensione venosa infatti va ad occludere le vie aeree.

La terza causa più importante dell’asma cardiaco è il nervo vago. In poche parole quando c’è una pressione sanguigna aumentata, questa può sollecitare il nervo vago. Il suo scopo è quello di controllare la muscolatura liscia.

Ovviamente queste cause hanno dei meccanismi alle spalle scatennati. Il più comune per esempio è il restringimento della valvola mitralica. Lei si occupa di regolare il flusso sanguigno nella parte sinistra del cuore. Questo restringimento avviene per esempio in caso di tumore al cuore oppure, di inspessimento della membrana del cuore.

Senza dubbio tra i fattori predisponenti dell’asma cardiaco troviamo le infiammazioni che vanno a causare per esempio la tachicardia, l’ipertensione e una cattiva chiusura della valvola mitralica e quella aortica.

Diagnosi e cura dell’asma cardiaco

La diagnosi dell’asma cardiaco inizia proprio con l’analisi dei sintomi. Abbiamo però detto che questi possono essere confusi facilmente con quelli dell’asma bronchiale, perciò serve approfondire di più in modo da poter individuare quelle piccole differenze le quali però consentono al medico di eseguire una diagnosi corretta e accurata.

L’asma cardiaco per essere riconosciuto ha bisogno di alcuni esami specifici. Il primo è la radiografia, grazie alla quale è possibile riconoscere l’eventuale ingrossamento del cuore. Il secondo test è l’iniezione di deidrocolato di sodio, grazie al quale è possibile capire se la circolazione del sangue ha tempi più lunghi di prima oppure no.

Una volta che il medico si è accertato che si tratta di asma cardiaca, ecco che deve intervenire immediatamente prescrivendo una serie di cure mirate. Per l’asma cardiaca servono terapie farmacologiche che vanno a limitare la congestione polmonare e dall’altra invece, farmaci che migliorano la contrazione del cuore.

Claudia Lemmi

Classe '89, una passato di arte che inizia con un pennello e prosegue con una biro in mano. Oggi sono web writer specializzata nella creazione di contenuti sul benessere, la salute e l'alimentazione.

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