Psicologia

Come elaborare la rabbia, 4 consigli utili

La rabbia è un’emozione molto forte e può prendere in molti modi differenti. Per esempio c’è chi si arrabbia e subito fa uscire le proprie emozioni, e chi invece la trattiene dentro di se.

Tutti quanti l’abbiamo provata in diversi momenti della vita. La rabbia spesso la coviamo dentro di noi, la fomentiamo con pensieri negativi. Finché arriva la famosa “goccia che fa traboccare il vaso” e ci fa perdere il lume della ragione e per un niente, la riversiamo tutta addosso alla persone che abbiamo davanti.

La rabbia ti chiude lo stomaco, poi esplode come un incendio e sale dalla bocca. Ci troviamo a “vomitarla” tutta, spesso esageratamente e con modi violenti, su chi ci sta davanti.

Perché ci arrabbiamo?

Sono davvero tante le cose che ogni giorno, potenzialmente, ci fanno arrabbiare. Un automobilista che ci taglia la strada. L’autobus che salta la corsa. Il partner che ci chiama ogni 10 minuti per cose di poca importanza quando siamo impegnati.

Spesso questi piccoli avvenimenti solo la causa di scatti di rabbia momentanei che una volta esternizzata, l’emozione sparisce nel giro di pochi minuti. Altre volte invece si ha a che fare con situazioni più delicate che, se non vengono affrontare rapidamente, possono portare a un accumulo di rabbia estremamente dannoso. Oggi parliamo proprio della rabbia repressa e come fare per liberala.

Cos’è la rabbia repressa?

Reprimiamo la rabbia e perciò mentiamo. Diciamo che non abbiamo niente, che stiamo bene e non siamo arrabbiati. Nel frattempo la rabbia si accumula dentro di noi. Facciamo finta che il danno non esiste e andiamo avanti. Poi arriva un altro colpo e lo accumuliamo. Tratteniamo l’emozione perché pensiamo che possiamo dominarla. Poi arriva il giorno che invece questo mattone sullo stomaco si fa troppo pesante e non possiamo più sopportarlo.

In molti casi è bene saper evitare discussioni. Non è un bene nemmeno quando è l’ira a prendere il sopravvento, perché sennò scoppia in ogni circostanza, anche quando non cè bisogno e porta solo a conseguenze peggiori.

E’ fondamentale perciò prendere consapevolezza di cosa ci fa male davvero. Quello che ci fa davvero arrabbiare per esempio si tratta di un torto reale che ci stanno facendo oppure ci sta solo ricordando di un torto passato che non abbiamo mai elaborato e risolto?

Tutti noi tentiamo a interiorizzare l’ira con lo scopo di non far del male a un’altra persona. Senza renderci conto però che così facciamo feriamo noi, perché non ci diamo la possibilità di risolvere il problema e andare avanti. Solo nascondiamo la rabbia perché sappiamo che l’altro non voleva farci del male volontariamente, perché c’è da dirlo, è difficile che qualcuno che ci ama vuole ferirci con l’intenzione di farlo.

Come si gestisce la rabbia?

Sia che si tratti di una rabbia che esplode sempre e spesso in dosi esagerate per il fatto accaduto, sia che si tratti di una rabbia repressa che esplode a un certo punto e fa danni, occorre imparare a gestirla. In questo modo il danno sarà minore sia per gli altri sia per noi stessi.

  1. Calmarsi e dopo parlare. La rabbia può essere direzionata. E’ possibile infatti, contando fino a 10 prima di parlare per esempio, gestirla in modo tale da dire si cosa si pensa se è davvero necessario, ma comunque sia evitare di tenerci tutto dentro. Alcune volte contando fino a 10 ci si accorge che non vale davvero la pena, come per esempio quando ci stiamo per far prendere da un attacco d’ira solo perché qualcuno ci ha superato in fila al supermercato. Oppure in casi più seri e importanti, riusciamo a esprimerci con le nostre migliori parole senza dare di matto.
  2. Pensare bene alle parole. Ok esprimere i propri sentimenti e non reprimerli, però non va bene usare parole offensive o che possono far danno all’altro. Perché altrimenti passiamo in un attimo dalla parte del torto e si possono accendere discussioni e problemi che vanno avanti più del dovuto.
  3. Fai attenzione al rancore. Il rancore non è altro che la rabbia che è rimasta lì, latente. Continuiamo arrabbiati per qualcosa che è successo nel passato e basta qualsiasi piccolo errore dell’altro per alimentare il fuoco della convinzione che alla fine avevamo ragione. Tutto questo accade perché il problema non è stato affrontato al principio per paura di ferire. Però alla fine farà un danno molto più grande quando, inevitabilmente, verrà espresso dopo.
  4. Quando la rabbia non può essere gestita in autonomia, occorre rivolgersi a un professionista che ci aiuti a indirizzarla e soprattutto a esteriorizzarla nel modo giusto.

La rabbia repressa porta un danno dentro di noi ma lo provoca anche agli altri, che un bel giorno si vedranno riversare addosso tutti i problemi e i dubbi della relazione senza nemmeno aspettarselo.

Claudia Lemmi

Classe '89, una passato di arte che inizia con un pennello e prosegue con una biro in mano. Oggi sono web writer specializzata nella creazione di contenuti sul benessere, la salute e l'alimentazione.

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