Psicologia

Disturbo della personalità borderline

Si parla molto del disturbo della personalità borderline in campo scientifico, perché da molti non viene riconosciuto come un disturbo vero e proprio ma piuttosto è un termine utilizzato per indicare una serie di casi che non sono diagnosticabili in altra maniera.

Se entriamo però nel dettaglio, scopriamo che il disturbo borderline ha delle sue proprie caratteristiche e queste sono ben specifiche. Perciò vediamo come si manifesta in genere una persona che ne soffre.

Disturbo della personalità borderline, quali sono i sintomi e le caratteristiche chiave

  • La persona difficoltà a mantenere nel tempo i rapporti personali. Tanto in amicizia quanto in amore.
  • Trascorrono le proprie giornate in uno stato confusionale.
  • I rapporti sentimentali che intrattengono possono arrivare a distruggere emotivamente le persone coinvolte.
  • Sono persone fortemente emotive e in questo vortice di sentimenti trascinano anche le persone che hanno vicino.
  • Manifestano sempre le proprie emozioni e lo fanno in modo eclatante.
  • Tendono a percepire la propria vita come un dramma
  • Si riconoscono sempre come la vittima della situazione, quando in realtà sono i carnefici.
  • Il loro comportamento tende a cambiare nel giro di poche ore o minuti.
  • Chi soffre del disturbo borderline di personalità tende ad assumere comportamenti dannosi. Tende ad avere un rapporto contrastante con il cibo, ad abusare delle sostanze a una sessualità promiscua, tentativi di suicidio e in generale autolesionismo.
  • E’ spesso soggetto a degli scoppi improvvisi di rabbia e questi sono molto intensi oltre che devastanti per l’altra persona che li subisce.
  • Hanno una paura tremenda di essere abbandonati, per questo fanno spesso degli sforzi incredibili perché questo non succeda. Spesso però questo rischio è immaginario, perciò lottando per evitare qualcosa che temono, inevitabilmente lo fanno succedere.
  • Si tratta di persone particolarmente impulsive. Vivono ogni relazione in modo intenso.
  • Ora svalutano e ora idealizzano una persona, arrivando quindi a cambiare il proprio atteggiamento verso la stessa.
  • Hanno un’immagine alterata di se stessi e la stessa può cambiare più volte all’interno dello stesso giorno.
  • Arrivano a minacciare l’altro quando non si comporta come desiderano.
  • Possono avere degli episodi molto forti di ansia, di irritabilità etc. Possono durare poche ore o al massimo pochi giorni.
  • Spesso si sentono vuoti, come senza sentimenti e incapaci di provare niente.
  • Difficilmente sanno controllare la propria rabbia
  • Possono giungere anche a dei livelli di paranoia.

Conseguenze del disturbo della personalità borderline

Le conseguenze del disturbo della personalità borderline sono piuttosto importanti. Questo perché vi è una forte instabilità emotiva e relazionale.

Chi soffre di tale disturbo idealizza o svaluta le persone, le ama o le odia. Non sa trovare una via di mezzo e questo provoca ovviamente dei comportamenti forti, che possono sfociare anche in depressione, forti sentimenti di rabbia, desiderio di vendetta, paranoia etc.

Chi vive a lato di una personalità borderline deve affrontare un duro compito e spesso ha la sensazione di vivere su un campo minato. Si vedono sempre sotto mira, vivono delle dimostrazioni di gelosia ossessiva che può arrivare anche a uno stato di paranoia.

Alcune volte il disturbo borderline della personalità viene confuso con il disturbo bipolare. In comune hanno solo un tono dell’umore fortemente instabile, però hanno dei quadri clinici con differenze importanti.

E’ possibile curare il disturbo borderline?

Per poter intervenire su una condizione di disturbo borderline è importante che si inizi sin da subito, nel momento in cui si riconosce, un trattamento con psicoterapia strutturata con orientamento cognitivo-comportamentale.

Sono state provate diverse tecniche a riguardo ed è stato dimostrato da alcuni studi che la terapia dialettico comportamentale offre buoni risultati. Nasce negli USA ed è oggi ampiamente utilizzata anche in Italia.

Lo scopo delle terapie è quello di interrompere già dall’inizio i comportamenti autolesivi e aggressivi. Cioè tutti quei comportamenti che rappresentano un rischio alla salute e alla vita stessa del paziente. Subito dopo occorre intervenire su quelle difficoltà che la persona ha nel poter vedere in modo stabile se stesso e gli altri.

E’ difficile in realtà lavorare con una personalità borderline proprio perché tende a idealizzare e perciò la relazione con il medico potrebbe essere compromessa.

Infine per quanto riguarda la possibilità di adottare delle terapie farmacologiche, queste non sono particolarmente risolutive, però possono aiutare a ridurre un po’ l’impulsività così come a stabilizzare il dono dell’umore.

Claudia Lemmi

Classe '89, una passato di arte che inizia con un pennello e prosegue con una biro in mano. Oggi sono web writer specializzata nella creazione di contenuti sul benessere, la salute e l'alimentazione.

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