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Escherichia Coli

L’Escherichia Coli, più comunemente noto come E.Coli, è un batterio piuttosto diffuso appartenente alla famiglia degli enterobatteri e nella maggior parte dei casi si trova nel nostro corpo senza dar noia e causare danni. Questo perché esistono diverse tipologie di E.Coli, alcune ci aiutano a far funzionare bene l’organismo, altre causano disturbi di lieve o moderata entità (come la cistite) e altre malattie anche molto gravi (come le setticemia).

L’Escherichia Coli appartiene alla famiglia degli enterobatteri, i quali trovano l’habitat perfetto nell’intestino umano e animale. La maggior parte delle tipologie sono appunto innocui, noti come batteri commensali. Basta pensare che sono importantissimi per la nostra flora batterica intestinale!

Il problema è quando l’E.Coli si comporta da patogeno. La patogenicità dell’Escherichia Coli è determinata da alcuni fattori. Prima di tutto perché è un batterio molto invasivo, cioè riesce a insediarsi profondamente nel corpo ospite. Inoltre perché alcune tipologie di E.Coli possono avere una natura chimica differente e agire come tossine sulla mucosa intestinale per esempio.

Infezioni da E.Coli, quali sono le più comuni?

1. Infezioni gastroenteriche da E.Coli

Questo batterio è capace di provocare infezioni gastroenteriche, cioè che interessano il tratto gastro intestinale. Alcuni E.Coli infatti possono invadere la mucosa dell’intestino grasso provocando danni ai tessuti o scaturire lesioni infiammatori. Possono così manifestarsi vere e proprie forme di diarrea con sangue.

Altri invece provocano scariche di diarrea d’acqua. Di solito accade quando il batterio è stato contratto da acqua e alimenti contaminati.

Quando possiede un’alta patogenicità invece, può provocare colite emorragica. In pratica le feci si presentano liquide e con sangue, accompagnate da dolori addominali anche gravi. Nel 5% dei casi si può tramutare in insufficienza renale.

2. Infezioni urinarie da E.Coli

L’Escherichia Coli è uno dei maggiori responsabili delle infezioni che colpiscono il tratto urinario. Di solito tale infezione nasce dai batteri che sono già presenti nella flora batterica del colon. Tra le infezioni urinarie più comuni dovute da L’Escherichia Coli troviamo Uretrite, Prostatite, Cistite e Pielonefrite.

Sono maggiormente a rischio le donne perché hanno un’uretra corta e il getto urinario è molto più vicino alla regione anale.

3. Altre malattie

Tra le altre malattie che può causare l’E.Coli troviamo la setticemia, le infezioni biliari, la peritonite, la polmonite, la meningite e gli ascessi. Vediamo infatti come la gravità di un’infezione da E.Coli può essere più o meno grave. Si tratta di un batterio normalmente innocuo ma non per questo deve essere sottovalutato.

Come si trasmette l’E.Coli?

Esistono varie modalità di trasmissione dell’E.Coli. Per esempio può esserci un’autoinfezione, quando il microrganismo passa dal tratto intestinale a quello urinario, causando così infezioni urinarie come la cistite.

Può essere trasmesso con del cibo contaminato. Questo batterio infatti vive anche nell’intestino dei bovini, però può entrare nell’apparato digerente se consumiamo la carne dell’animale poco cotta. Quando mangiamo cartne di manzo poco cotta o cruda siamo a rischio di prendere questo batterio è vero, però accade anche con il pollo o il latte non pastorizzato.

Anche il contatto diretto con gli animali o le feci può provocarlo, specialmente se dopo non ci laviamo accuratamente le mani. Lo stesso materiale fecale dell’animale può essere presente anche all’interno dell’ambiente, per esempio sulla frutta e la verdura che mangiamo, oppure nell’acqua.

Può esserci infine il contagio interumano diretto, ma questo accade di solito per non lavarci le mani dopo essere stati in bagno.

Come prevenire la trasmissione e la diffusione

La maggior parte delle infezioni da E.Coli possono essere in verità facilmente prevenute grazie alle normali norme igieniche, tanto ambientali quanto personali.

La prima regola è quella di lavarsi sempre le mani con acqua e sapone, specialmente dopo aver maneggiato la carne cruda, essere entrati in contatto con gli animali, aver cambiato il pannolino a un bambino, essere stati in bagno o semplicemente prima di mettersi a cucinare.

E’ fondamentale far attenzione a bere solo acqua potabile. Se in Italia sembra un consiglio scontato, credetemi che non lo è in tanti paesi del mondo dove le norme a riguardo non sono poi così rigide. Piccole regole però potete seguirle anche qui. Per esempio non bevete acqua di ruscelli, stagni o laghi, non usate il ghiaccio nelle bevande se non siete certi che viene usata acqua potabile.

Ci sono poi delle regole sul metodo di cottura degli alimenti. La carne cruda deve essere cotta per il tempo sufficiente da uccidere il batterio. Perciò per almeno 2 minuti a 70° anche dentro. Ricordatevi poi di conservare la carne cotta lontana da quella cruda.

Un po’ di attenzione va fatta anche alla frutta e la verdura che possono essere veicoli del batterio. La cottura lo uccide, però non sempre mangiamo frutta e verdura cotte. In questo caso è bene lavare con acqua potabile tutto ciò che mangiamo oppure rimuovere la buccia.

Infine, per evitare il contagio dall’intestino al tratto urinario occorre curare bene l’igiene intima, soprattutto prima e dopo i rapporti sessuali. Il movimento corretto è quello di lavarsi dalla vulva all’ano, viceversa si rischia proprio di trasportare con la mano il batterio.

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