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Febbre dengue: sconfiggerla grazie a un batterio

La febbre dengue è una malattia che viene trasmessa dalle zanzare. E’ tipica delle aree urbane dei paesi con clima tropicale e sub tropicale. La forma emorragica della malattia porta ogni anno circa 500 mila persone in ospedale e ha un tasso di mortalità, quando ci sono le dovute cure mediche, del 2,5%.

Senza l’adeguata assistenza sanitaria il tasso è del 20%. Nonostante in Europa il problema Dengue non è sentito perché non vi sono le condizioni affinché la malattia si diffonda, ciò non significa che non si tratti di un’emergenza sanitaria a tutti gli effetti. come vediamo perciò, il Covid non è certo l’unico virus a rappresentare un’emergenza sanitaria.

In Indonesia, Paese particolarmente colpito da questo virus, è stato portato avanti un esperimento per vedere se e come è possibile prevenire il contagio da febbre dengue. I risultati sono stati buoni perché sembra che è stato ridotto del 77% il contagio.

Il batterio che aiuterà a sconfiggere la febbre dengue

L’esperimento che è stato portato avanti da parte del World Mosquito Programme su larga scala in Indonesia è stato possibile grazie a un batterio. E’ stato scoperto infatti che grazie a lui è possibile ridurre significativamente la possibilità dell’insetto di trasmettere il virus.

Per riuscire a diffondere il batterio tra le zanzare sono stati coinvolti anche i cittadini. L’esperimento si è basato sa Yogyakarta (Giava, isola dell’indonesia). Questo perché a oggi sembra essere uno dei posti con la maggior incidenza di dengue al mondo.

Il batterio coinvolto è il Wolbachia. Non uccide le zanzare ma semplicemente va a occupare il posto di solito riservato al virus della dengue. Accade perché hanno le stesse risolse e si rivela in verità un microrganismo innocuo per le zanzare.

Un batterio innocuo perciò, sia per la zanzara sia per chi viene infettato. Grazie a lui il virus non riesce a replicarsi come dovrebbe. Una notizia ancor più interessante però è che il Woldbachia si trasmette nelle future generazioni di zanzare, lasciando sempre meno spazio alla replicazione del virus. Questo significa che nel giro di pochi mesi è probabile che le zanzare saranno quasi immuni alla dengue.

Non è stato facile in verità arrivare a questi risultati perché la zanzara non è un ospite appetibile per il virus Wolbachia. Dopo decenni di lavoro, ecco che i risultati sono migliori di quelli sperati. Non solo può essere un’arma utile, ma una vera e propria soluzione.

I risultati del batterio Wolbachia contro la febbre dengue

La città di Yogyakarta è stata suddivida in 24 distinte zone e nella metà di esse sono state rilasciate periodicamente le uova di zanzare infette dal batterio nell’acqua stagnante, anche nei giardini dei residenti. In soli nove mesi nelle zone che ospitavano il batterio, il 95% delle zanzare lo avevano ed erano calati del 77% i casi di dengue. A causa della pandemia da COVID dopo è stato difficile monitorare gli esperimenti.

Il batterio Wolbachia una volta che è stato innestato nella zanzara va avanti e si riproduce da solo. E sembra, secondo gli studi, che la zanzara non riesce a sviluppare resistenza.

Lo scopo al momento è quello di arrivare a cancellare il problema della dengue da tutta la regione. Attualmente comunque il World Mosquito Program sta operano in 11 paesi e nel giro di pochi mesi è possibile che con il batterio Wolbachia ben 7 milioni di persone saranno coperte.

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Claudia Lemmi

Classe '89, una passato di arte che inizia con un pennello e prosegue con una biro in mano. Oggi sono web writer specializzata nella creazione di contenuti sul benessere, la salute e l'alimentazione.

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